mercoledì 10 settembre 2014

SARA ROY CONTRO ELIE WIESEL



Negare ai palestinesi la loro umanità 
(Una risposta a Elie Wiesel)


di SARA ROY


Signor Wiesel,

Ho letto la sua dichiarazione sui palestinesi, che è apparsa in The New York Times il 4 agosto. Non posso evitare di pensare che il Suo attacco contro Hamas e le sbalorditive accuse di sacrificio di bambini sono davvero un attacco, accuratamente velato ma inconfondibile, contro tutti i palestinesi, i loro bambini compresi. Come figlia di sopravvissuti all'Olocausto, entrambi i miei genitori sono sopravvissuti ad Auschwitz, io sono inorridita dalla Sua posizione anti-palestinese, che  Lei ha da lunga data. Ho sempre voluto chiederLe, perché? Quale crimine hanno commesso palestinesi ai Suoi occhi? Esponendo Israele come occupante e se stessi come vittime quasi inermi? Resistere per quasi mezzo secolo di oppressione imposta dagli ebrei e attraverso tale resistenza costringerci come popolo ad affrontare la nostra innocenza perduta (a cui Lei così tenacemente si aggrappa)?

Diversamente da Lei, signor Wiesel, ho trascorso una grande quantità di tempo a Gaza tra i palestinesi. In quel momento, ho visto molte cose terribili e devo confessare che cerco di non ricordarle a causa dell'agonia che esse continuano a infliggere. Ho visto i soldati israeliani sparare sulla folla di bambini che stavano facendo niente di più che schernirli, alcuni con pietre, alcuni solo con  parole. Ho assistito a troppi orrori, più di quanto voglia descrivere. Ma devo dirLe che le peggiori cose che ho visto, quei ricordi che continuano a perseguitarmi, che non possono essere mai dimenticati, non sono atti di violenza, ma atti di disumanizzazione.

C'è una storia che voglio raccontarLe, signor Wiesel, perché l’ho portata dentro di me per molti anni e ne ho scritto solo una volta molto tempo fa. Ero in un campo profughi a Gaza, quando un'unità dell'esercito israeliano a piedi di pattuglia incontrarono un bambino piccolo appollaiato sulla sabbia seduto appena fuori la porta della sua casa. Alcuni soldati si avvicinarono al bambino e lo circondarono. In piedi , uno vicino all’altro, i soldati cominciarono a passarsi il bambino tra di loro con i piedi, imitando una palla in una partita di calcio. Il bambino cominciò a gridare istericamente e la madre si precipitò fuori urlante, cercando disperatamente di liberare il proprio bambino dalle gambe e i piedi dei soldati. Dopo pochi secondi di "gioco", i soldati si fermarono e si allontanarono, lasciando il bambino terrorizzato a sua madre sconvolta.

Ora so cosa Lei deve pensare: questo è stato l'atto di pochi uomini fuorviati. Ma io non sono d'accordo perché ho visto così tanti atti di disumanizzazione da quel momento, tra i quali ora devo includere il Suo. Signor Wiesel, come si può difendere il massacro di oltre 500 bambini innocenti, sostenendo che Hamas li usa come scudi umani? Diciamo per amor di discussione che Hamas fa uso di bambini in questo modo; se fa questo allora Lei giustifica o rivendicare il loro assassinio davanti ai Suoi occhi? Come può un essere umano etico fare un ragionamento così grottesco? In tal modo, signor Wiesel, non vedo alcuna differenza tra Lei e i soldati israeliani che hanno usato il bambino come un pallone da calcio. Il Suo modo può essere diverso dal loro, forse Lei non tratterebbe mai un bambino palestinese come un oggetto inanimato, ma l'effetto delle Sue parole è lo stesso: disumanizzare e oggettivare i palestinesi al punto in cui la morte di bambini arabi, alcuni assassinati dentro le loro case, non La colpisce per nulla. Tutto quello che importa veramente è che gli ebrei non siano accusati per il massacro selvaggio dei bambini.

Nonostante la Sua eloquenza, è chiaro che Lei crede che solo gli ebrei siano capaci di amare e di proteggere i loro figli e in possesso di una umanità che i palestinesi non hanno. Se è così, signor Wiesel, come Lei spiega la soddisfazione pubblicamente ostentata tra molti israeliani sul massacro di Gaza, alcuni radunati come se fossero ad una festa, per vedere da vicino i bombardamenti, guardando la distruzione di innocenti, divertiti dalla devastazione? Sono questi israeliani diversi da quelle persone che stavano fuori dalle mura dei ghetti ebraici in Polonia a guardare i ghetti bruciare o ascoltare con indifferenza gli spari e le urla di altri innocenti all'interno, tra i quali i membri della mia famiglia e forse i Suoi, mentre erano cacciati e sterminati?

Lei ci vede come desidera che noi siamo e non come molti di noi in realtà siamo. Non siamo tutti insensibili alla sofferenza che infliggiamo, assuefatti  alla crudeltà con facilità e tranquillità. E grazie a Lei, signor Wiesel, a causa delle Sue parole, che negano  ai palestinesi la loro umanità e li privano del loro stato di vittime, troppi possono intendere la nostra mancanza di misericordia, come se si trattasse di qualcosa di nobile, che non lo è. Piuttosto, è qualcosa di mostruoso.
(La traduzione è mia)

Sara Roy è uno studiosa ricercatrice presso il Centro di Studi sul Medio Oriente dell'Università di Harvard.

Nessun commento:

Posta un commento